Documentazione
Sette casi italiani di opacità e discriminazione algoritmica, con esito documentato
Ogni scheda riporta organo, estremi, fatto accertato ed esito, con il collegamento al documento. Dove la decisione non è definitiva, la scheda lo dichiara.
Ultima verifica delle fonti 18 agosto 2026
01
Decisioni giudiziarie
Tre pronunce che hanno fissato i termini della questione prima che esistesse una disciplina europea sull'intelligenza artificiale.
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GIU·01
Consiglio di Stato, sezione VI
sentenza 8 aprile 2019, n. 2270
Opacità · procedimento amministrativo
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 8 aprile 2019, n. 2270
Docenti di scuola superiore impugnano una procedura nazionale di mobilità gestita interamente da un algoritmo, con assegnazioni a sedi mai richieste e a centinaia di chilometri dalla residenza, e provvedimenti privi di motivazione.
L'impossibilità di comprendere le modalità con cui l'algoritmo ha assegnato i posti costituisce di per sé un vizio della procedura, per violazione dei principi di imparzialità, pubblicità e trasparenza. L'uso di strumenti informatici resta legittimo, e per le operazioni prive di discrezionalità è considerato desiderabile.
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GIU·02
Consiglio di Stato, sezione VI
sentenza 13 dicembre 2019, n. 8472
Discrezionalità · garanzie minime
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 13 dicembre 2019, n. 8472
La stessa sezione torna sulla materia in un giudizio di appello su una procedura analoga, e affronta il rapporto fra algoritmo e attività discrezionale della pubblica amministrazione.
L'algoritmo va inquadrato come modulo organizzativo e strumento istruttorio, e non vi sono ragioni per limitarne l'uso all'attività vincolata. Restano due garanzie minime: piena conoscibilità a monte del modulo e dei criteri applicati, e imputabilità della decisione all'organo titolare del potere. La sentenza richiama tre principi di derivazione europea: conoscibilità e comprensibilità, non esclusività della decisione algoritmica, non discriminazione.
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GIU·03
Tribunale di Bologna
ordinanza 31 dicembre 2020
Discriminazione indiretta · lavoro
Tribunale di Bologna, ordinanza 31 dicembre 2020
Tre organizzazioni sindacali agiscono contro la società che gestisce una piattaforma di consegne, contestando la natura discriminatoria dell'algoritmo di programmazione delle sessioni di lavoro, costruito su un punteggio reputazionale basato su affidabilità e partecipazione.
Il sistema è qualificato come discriminatorio: penalizzava l'assenza senza distinguerne la ragione, e quindi anche l'assenza per malattia o per esercizio del diritto di sciopero. Alla società è ordinata la pubblicazione del provvedimento. È la prima decisione europea in cui i criteri organizzativi di una piattaforma vengono censurati in sede giudiziaria.
L'ordinanza non è raccolta in una banca dati ufficiale ad accesso aperto: la scheda rinvia a una rivista giuridica che ne riporta il testo.
02
Provvedimenti dell'Autorità di protezione dei dati
Quattro istruttorie su trattamenti automatizzati, punteggi reputazionali e riconoscimento biometrico.
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AUT·01
Garante per la protezione dei dati personali
comunicato del 20 dicembre 2024 · provvedimento n. 755 del 2 novembre 2024
Base giuridica · trasparenza · verifica dell’età
Garante per la protezione dei dati personali, comunicato del 20 dicembre 2024 · provvedimento n. 755 del 2 novembre 2024
Istruttoria avviata a marzo 2023 nei confronti di OpenAI, dopo la limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani seguita a una violazione dei dati.
Sanzione di quindici milioni di euro per la mancata notifica della violazione, il trattamento dei dati per addestrare il modello senza una base giuridica adeguata, la violazione del principio di trasparenza e l'assenza di meccanismi di verifica dell'età. Disposta una campagna di comunicazione istituzionale di sei mesi. Gli atti sono stati trasmessi all'autorità irlandese, divenuta capofila.
Lo stesso comunicato segnala che il provvedimento è stato temporaneamente rimosso dal sito dell'Autorità a seguito della sentenza del Tribunale di Roma n. 4153/2026, pubblicata il 18 marzo 2026, che ha accolto l'opposizione. Il caso non è definitivo.
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AUT·02
Garante per la protezione dei dati personali
provvedimento sui rider del 2024
Decisioni automatizzate · dati biometrici
Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento sui rider del 2024
Istruttoria d'ufficio su Foodinho, società del gruppo Glovo, avviata dopo notizie di stampa sulla disattivazione dell'account di un rider deceduto durante una consegna e dopo la segnalazione di un gruppo di esperti informatici.
Sanzione di cinque milioni di euro per il trattamento illecito dei dati di oltre trentacinquemila rider, con divieto di ulteriore trattamento dei dati biometrici usati per la verifica dell'identità. L'Autorità ha accertato il tracciamento della posizione anche a lavoratori disconnessi e ad applicazione chiusa fino ad agosto 2023, e trattamenti automatizzati come il sistema di punteggio per la prenotazione dei turni privi delle garanzie previste: intervento umano, possibilità di esprimere la propria opinione, contestazione della decisione.
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AUT·03
Garante per la protezione dei dati personali
provvedimento sui rider del 2021
Discriminazione algoritmica · trasparenza
Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento sui rider del 2021
Prima decisione dell'Autorità in materia di rider, riferita alla stessa società, con circa diciannovemila lavoratori coinvolti al momento dell'ispezione.
Sanzione di due milioni e seicentomila euro, con prescrizione di modificare il trattamento dei dati e di verificare che gli algoritmi di prenotazione e assegnazione degli ordini non producessero forme di discriminazione.
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AUT·04
Garante per la protezione dei dati personali
comunicato del 9 marzo 2022
Riconoscimento facciale · base giuridica
Garante per la protezione dei dati personali, comunicato del 9 marzo 2022
Istruttoria su Clearview AI, avviata d'ufficio dopo notizie di stampa e alimentata da reclami e segnalazioni di organizzazioni attive nella tutela dei diritti, riguardo alla costituzione di un archivio di volti raccolti da fonti web.
Sanzione di venti milioni di euro per trattamento illecito di dati biometrici e di geolocalizzazione in assenza di base giuridica adeguata, con ordine di cancellazione dei dati relativi a persone in Italia, divieto di ulteriore raccolta e obbligo di designare un rappresentante nell'Unione europea.
03
Come è tenuta la casistica
Criteri di inclusione, tassonomia della materia e rapporto con i cataloghi internazionali.
Entra nella casistica un caso che soddisfa tre condizioni: riguarda un sistema automatizzato impiegato in Italia, ha prodotto una decisione di un giudice o di un'autorità, ed è documentato da una fonte pubblica citabile.
Restano fuori le segnalazioni non seguite da un accertamento e i casi noti soltanto per via giornalistica. Quando il testo del provvedimento non è raccolto in una banca dati ad accesso aperto, la scheda lo dichiara e indica la fonte disponibile.
La materia è classificata con quattro etichette: opacità del procedimento, discriminazione, base giuridica del trattamento, trattamento di dati biometrici. Una scheda può portarne più di una.
Le decisioni non definitive restano in raccolta con l'indicazione dello stato del giudizio. Un esito successivo si aggiunge alla scheda, senza cancellare quanto già pubblicato: la procedura di rettifica vale anche qui.
Il piano internazionale
AI Incident Database e AIAAIC raccolgono incidenti e controversie su scala globale, in inglese, con definizioni di incidente diverse fra loro. L'OCSE tiene un monitor degli incidenti alimentato dalla stampa internazionale.
Nessuno dei tre segue in modo sistematico i procedimenti italiani, che sono l'oggetto di questa raccolta.
La mappa delle fonti riporta perimetro e cadenza di ciascuno.
Fonte Garante per la protezione dei dati personali, «Archivio dei provvedimenti», consultato il 18 agosto 2026 · schede in raccolta: 7