Rilevazione
I progetti di intelligenza artificiale nelle amministrazioni centrali italiane
Il censimento più completo disponibile è la ricognizione condotta da AgID nell'autunno 2024 e pubblicata nel 2025. Qui i dati resi leggibili, con il perimetro dell'indagine e le sue lacune.
Ultima verifica delle fonti 18 agosto 2026
01
Il disegno dell'indagine
Chi è stato interpellato, con quale strumento, in quale intervallo di tempo.
142
organizzazioni coinvolte fra amministrazioni centrali e gestori di pubblico servizio
Rilevazione 06.2025 Fonte AgID
76%
tasso di risposta, pari a 108 rispondenti
Rilevazione 06.2025 Fonte AgID
45
enti che dichiarano progetti di IA avviati
Rilevazione 06.2025 Fonte AgID
120
progetti censiti, di cui 50 su infrastrutture sociali e sostenibili
Rilevazione 06.2025 Fonte AgID
Il campo si è svolto fra il 25 settembre e il 10 ottobre 2024, con un questionario strutturato predisposto da AgID con il supporto tecnico-scientifico dell'Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano.
L'attività rientra nel Piano triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione 2024-2026, in particolare nei risultati attesi sulle applicazioni di IA a valenza nazionale e sulle basi di dati strategiche.
Per i progetti relativi alle infrastrutture sociali e sostenibili la rilevazione è avvenuta tramite un accordo con Cassa Depositi e Prestiti, nell'ambito del programma InvestEU.
Fonte AgID, «L'intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione — ricognizione dei progetti», giugno 2025 · rapporto in PDF, 22 pagine
02
Che cosa si propongono i progetti
Gli obiettivi dichiarati collocano la maggior parte delle iniziative dentro l'amministrazione, non davanti al cittadino.
- Miglioramento dell’efficienza operativa 42%
- Capacità di gestione e analisi dei dati 24%
- Accesso ai servizi da parte di cittadini e imprese 18%
La classificazione funzionale COFOG conferma la tendenza: 65 progetti ricadono nella categoria «Servizi generali della pubblica amministrazione», seguita da «Affari economici».
Stato e tempi
La maggior parte dei progetti risulta in esecuzione, mentre oltre un terzo si trova in fase esplorativa, con prove di concetto o prototipi.
Le iniziative sono state avviate principalmente fra il 2023 e il 2024. Per circa un quarto la conclusione è prevista fra il 2026 e il 2027, con una durata media stimata attorno ai due anni.
Circa tre progetti su quattro hanno estensione geografica nazionale. Il valore medio complessivo si attesta intorno a 3,2 milioni di euro.
Il 12% dei contratti è stato attivato a seguito di proposta spontanea da parte dei fornitori.
03
Quali tecnologie, e per fare cosa
Il linguaggio naturale domina, il machine learning tradizionale resta la base tecnica prevalente.
Le soluzioni censite si concentrano sull'analisi e sull'elaborazione del linguaggio naturale: classificazione e comprensione di contenuti testuali, generazione automatica di risposte, interazione scritta o parlata.
Oltre il 60% dei progetti integra funzionalità sotto forma di chatbot e assistenti virtuali. Il rapporto stesso avanza una cautela su questo dato, osservando che una diffusione così ampia potrebbe riflettere una spinta di mercato più che una domanda funzionale interna.
Seguono i sistemi di supporto alle decisioni. Restano marginali le applicazioni di robotica intelligente, cioè sistemi che interagiscono con l'ambiente fisico.
Sul fronte delle competenze, il rapporto rileva un ricorso esteso all'esternalizzazione per colmare il divario interno, e un limitato uso di strumenti di procurement specificamente strutturati per l'intelligenza artificiale.
04
La classificazione di rischio secondo l'AI Act
La ricognizione ha chiesto agli enti di collocare i propri progetti rispetto alle categorie del regolamento europeo.
| Ambito | Quota |
|---|---|
| Infrastrutture critiche | 3% |
| Giustizia | 3% |
| Occupazione | 2% |
| Sicurezza dei prodotti | 2% |
| Applicazione della legge | 2% |
| Istruzione | 1% |
| Accesso ai servizi essenziali | 1% |
Una discordanza interna al rapporto
Il documento riporta due quote per domande adiacenti. In un punto indica che il 95% dei progetti non rientra nelle categorie ad alto rischio, con quote marginali per la profilazione automatica al 4% e per gli impatti su ambiti sensibili all'1%.
Poco dopo indica che l'88% dei progetti non ricade in ambiti classificabili come ad alto rischio, con la ripartizione riportata nella tabella.
Le due figure che accompagnano i passaggi hanno titoli diversi: la prima riguarda le applicazioni a rischio inaccettabile, la seconda gli ambiti potenzialmente ad alto rischio. Le cifre non sono quindi direttamente sovrapponibili, e vanno citate con la propria domanda.
La collocazione di un sistema nelle categorie del regolamento è un'autovalutazione degli enti rispondenti, non un accertamento. Le date da cui gli obblighi sull'alto rischio si applicano sono state riscritte nel luglio 2026: il quadro vigente è nel calendario degli adempimenti.
05
Che cosa questa rilevazione non copre
Tre limiti da tenere presenti quando la si cita come fotografia della pubblica amministrazione italiana.
01
Solo amministrazioni centrali
Il perimetro comprende amministrazioni centrali e gestori di pubblico servizio a carattere nazionale. Comuni, province, regioni e aziende sanitarie non sono nel campo.
02
Un esercizio una tantum
Il rapporto non dichiara una cadenza di ripetizione. Senza una seconda edizione i valori non producono una serie storica confrontabile.
03
Pubblicazione in PDF
I dati sono presentati in figure dentro un documento. Senza tabelle in formato aperto, ogni riaggregazione richiede di rileggere il testo.
Le lacune di copertura sulla pubblica amministrazione territoriale sono fra le aree su cui EDOR ha impostato il proprio programma di rilevazione: il disegno è descritto in indici e la prima rilevazione è programmata.