Rilevazione
Quante imprese italiane usano l'intelligenza artificiale
La quota è raddoppiata in un anno e il divario fra grandi imprese e PMI si è allargato. Qui le cifre della statistica ufficiale, con la definizione che le regge e il confronto con le altre misure in circolazione.
Ultima verifica delle fonti 18 agosto 2026
01
La serie storica
Imprese con almeno dieci addetti che dichiarano di usare almeno una tecnologia di intelligenza artificiale.
2023
5,0%
2024
8,2%
2025
16,4%
L'incremento fra 2024 e 2025 è di 8,2 punti percentuali: la quota raddoppia in un anno e triplica rispetto al 2023. Lo spessore del filetto sotto ogni cifra è proporzionale al valore.
Fonte Istat, «Imprese e ICT — Anno 2025», 15 dicembre 2025
02
Il divario per dimensione, e per settore
La crescita non è distribuita: dove era già alta è cresciuta più in fretta.
| Classe | 2024 | 2025 |
|---|---|---|
| Grandi imprese | 32,5% | 53,1% |
| Piccole e medie imprese | 7,7% | 15,7% |
37p.p.
divario fra grandi imprese e PMI nel 2025
Rilevazione 15.12.2025 Fonte Istat
25p.p.
lo stesso divario nel 2024
Rilevazione 15.12.2025 Fonte Istat
Settori con la diffusione più alta
| Settore | 2023 | 2024 | 2025 |
|---|---|---|---|
| Informatica e altri servizi d'informazione | 23,6% | 36,7% | 53,0% |
| Produzione cinematografica, video, TV e registrazioni musicali | 11,1% | 28,3% | 49,5% |
| Telecomunicazioni | 13,3% | 27,6% | 37,3% |
Sul territorio l'unico valore reso pubblico nel comunicato riguarda il Nord-ovest, passato dall'8,9% del 2024 al 19,3% del 2025.
Fonte Istat, «Imprese e ICT — Anno 2025», 15 dicembre 2025
03
Che cosa ferma chi ha valutato e non ha adottato
Nel 2025 l'11,5% delle imprese che non usano l'IA aveva valutato un investimento: erano il 4,6% nel 2023. Queste sono le ragioni che dichiarano.
- Mancanza di competenze adeguate 58,6%
- Scarsa chiarezza legislativa 47,3%
- Dati non disponibili o di bassa qualità 45,2%
- Timori su riservatezza e protezione dei dati 43,2%
- Costi elevati 43,0%
- Aspetti etici 25,7%
Fonte Istat, «Imprese e ICT — Anno 2025», 15 dicembre 2025 · quote calcolate sulle imprese che hanno valutato un investimento senza realizzarlo; risposta multipla
04
Dove si colloca l'Italia in Europa
La serie Eurostat è armonizzata: stessa domanda, stessa soglia dimensionale, stesso anno.
| Paese | 2025 |
|---|---|
| Danimarca | 42,0% |
| Finlandia | 37,8% |
| Svezia | 35,0% |
| Media dell’Unione | 20,0% |
| Italia | 16,4% |
| Bulgaria | 8,5% |
| Polonia | 8,4% |
| Romania | 5,2% |
Fonte Eurostat, «20% of EU enterprises use AI technologies», 11 dicembre 2025 · il valore italiano è quello pubblicato da Istat per il 2025
05
Le altre misure in circolazione, e a che cosa si riferiscono
Due rilevazioni private aggiungono informazione utile, purché si legga il perimetro.
L'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano riferisce che nel 2025 il 71% delle grandi imprese italiane ha avviato almeno un progetto di intelligenza artificiale. La quota era il 59% nel 2024. La stessa fonte indica che l'84% delle grandi aziende ha acquistato licenze di intelligenza artificiale generativa.
La stessa fonte colloca l'adozione delle PMI all'8%, con la sperimentazione al 15% fra le medie imprese e al 7% fra le piccole. Il mercato italiano dell'intelligenza artificiale è indicato a 1,8 miliardi di euro per il 2025, in crescita del 50%, con 1.010 aziende attive nell'offerta e 135 startup finanziate nell'ultimo quinquennio.
Le due letture non si escludono. Istat misura l'uso di una tecnologia su una popolazione definita per soglia di addetti; l'Osservatorio misura l'avvio di progetti su un insieme di imprese che partecipa alla ricerca. Un'impresa può usare un assistente generativo senza avere alcun progetto avviato, e comparire nella prima misura e non nella seconda.
Il criterio di citazione che EDOR applica è descritto in metodo: accanto alla cifra vanno popolazione, definizione e periodo. La mappa delle fonti riporta perimetro e condizioni di accesso di ciascuna.
Fonte Osservatorio Artificial Intelligence, Politecnico di Milano, «Intelligenza Artificiale in Italia: il mercato cresce del 50%», febbraio 2026